I giornalisti attaccano Grillo. Sono veramente in buona fede?

Sempre più articoli si stanno vedendo nel web che hanno una chiara impostazione anti-grillo, molti sono i giornalisti professionisti che elaborano testi complessi in cui le parole di critica al noto comico si mescolano a sospetti e denigrazione.

La televisione è ricorsa addirittura a rubare delle immagini che riprendevano un consigliere regionale che aveva uno scazzo contro Grillo. Come se al telefono si intercettasse un marito che dopo una litigata con la moglie la critica col suo migliore amico e venisse usata l’intercettazione per definire la moglie una poco di buono.

Su queste pagine, un articolo ha ricevuto tra i venti e i trenta commenti, tutti di tono molto negativo a sigillare la separazione tra gli articoli dei giornalisti e la gente che li legge. I giornalisti puntano alla critica a Grillo mentre i lettori non capiscono perché si attacca il comico genovese o vedono la malafede dei giornalisti.

Molti scrivono su AgoraVox in modo disinteressato ma nei giornali normali una buona parte dello stipendio e la sopravvivenza stessa del giornale arriva dal finanziamento pubblico dei giornali che, come molti rivoli alcuni piccoli e alcuni ingenti, arrivano al giornalista medio. Il nostro caro Presidente Napolitano all’epoca in cui Monti ha minacciato un taglio del finanziamento, si è messo di traverso e nulla è accaduto.

Anche qui si tratta di un sistema che protegge se stesso e dove Grillo può rompere le uova nel paniere e fare terminare il flusso di denaro che arriva ai giornalisti e quindi ridurre consistentemente i loro stipendi: perché non si dovrebbero difendere?

Certo i giornalisti si stanno difendendo, stanno difendendo i loro salari e le loro famiglie ma non stanno rendendo un buon servigio al giornalismo. Quindi dall’altra parte della barricata i cittadini hanno ragione a innervosirsi per questa pioggia di articoli che la “casta” di chi scrive riversa nella carta stampata, nel web e in TV. D’altronde loro difendono la pagnotta e noi solo il diritto di essere informati obiettivamente.

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